LA STORIA DI UNA RINASCITA

23/10/2019 0 By Tecla
LA STORIA DI UNA RINASCITA

Dall’8 al 26 ottobre 2019 la galleria Mutabilis Arte di Torino presenta Merveille de la vie. Il progetto artistico del duo Liberté. Femmes magiques di Riccarda Montenero e Faé A. Djéraba (1).

Scopri la mostra contro la violenza sulle donne!

Merveille de la vie

Merveille de la vie (2) è una mostra fotografica che parla della violenza subita da una donna. Infatti il titolo è provocatorio, o almeno così sembra. 

Perché chiamare Meraviglia della vita un progetto che affronta un tema del genere? La risposta è semplice! Perché le fotografie non descrivono la violenza in sé, avvenuta circa 30 anni fa. Ma raccontano il coraggio di una donna che ha affrontato il suo incubo, l’ha vinto ed è rinata a nuova vita. 

Le protagoniste di questa rinascita sono Riccarda Montenero e Faé A. Djéraba. Nel 2018 fondano il duo artistico Liberté. Femmes magiques e iniziano a lavorare a questo progetto. Il loro obiettivo è ripercorrere – attraverso la fotografia – l’evento traumatico vissuto da Faé ai tempi del liceo. Tutto ciò per sensibilizzare le persone su un argomento che ancora oggi è tabù: lo stupro. E dare supporto e speranza alle vittime.

Vittima non colpevole

La storia di questa mostra ha dell’incredibile! Tutto comincia con un servizio fotografico. Finalmente, dopo tanti rifiuti, Faé accetta di posare per Riccarda. Sente che è arrivato il momento di mettersi in gioco e di affrontare il suo demone una volta per tutte.

Nascono così il dittico Point de rupture e la sequenza Victime non coupable allestiti a parete. Il primo mostra tutto il dolore e la disperazione di Faé: il suo punto di rottura. Infatti il dittico raffigura la donna che, vinta dal senso di colpa, si punta la pistola al petto. Ma subito dopo la rivolge verso l’esterno in preda alla rabbia. Quasi come se volesse vendicarsi del torto subito.

Mi sentivo colpevole. Ma di cosa? Di aver parlato troppo? Di aver fatto un sorriso di troppo? Di essere stata troppo carina? Alla fine ti giudichi. Ed è sbagliato. Sei tu la vittima: non sei colpevole. La violenza non l’hai fatta tu! (Faé A. Djéraba).

Invece in Victime non coupable Faé inizia a prendere coscienza di essere una vittima. Smette di sentirsi responsabile di ciò che le è accaduto, quando aveva 18 anni. Infatti prima il suo corpo è abbandonato al suolo come un oggetto inerte. Poi pian piano inizia a rialzarsi. Infine si sdoppia, lanciandosi in una danza sfrenata.

Il corpo è un oggetto che via via si libera. Infatti il balletto rappresenta l’unione delle donne contro la violenza. E la possibilità per le vittime di ritrovare la felicità, che è ciò per cui veniamo al mondo (Riccarda Montenero).

Tre ore di follia

Una volta terminato lo shooting e il lavoro di post produzione, Riccarda consegna le fotografie a Faé. All’inizio la sua idea è quella di intervenire direttamente sulle opere di Riccarda. Ma alla fine gli eventi prendono una piega inaspettata!

Senonché mi telefona e mi dice: “Ho trascorso 3 ore di follia. Ho bruciato tutto!”. “Bene Faé” – le ho detto io – “hai fotografato?”. E mi ha risposto di sì. Così è nata la sequenza sul pavimento (Riccarda Montenero).

Faè torna a casa e inizia a lavorare sulle fotografie. Osserva la sua immagine e ripensa alle molestie che ha subito da ragazzina. Riflette sul suo disagio e sulle decisioni drastiche che hanno cambiato la sua vita. All’improvviso nella sua testa esplode una bomba! E ricorda ogni cosa: non si trattava solo di molestie, bensì di stupro.

Ero stata violentata e il mio inconscio l’aveva rimosso. Quindi lavorando su queste immagini ho recuperato la memoria. Ho preso le fotografie e la sottoveste con cui ho posato, le ho messe nella vasca da bagno e le ho bruciate. Mentre la mia immagine si contorceva nelle fiamme, mi sono resa conto di essere una vittima. Per la prima volta ho realizzato che non era colpa mia. E mi sono perdonata. Infatti nell’ultima immagine delle serie c’è scritto “Libertè”. Overture di una meraviglia! (Faé A. Djéraba).

Perdono e rinascita

In quel famoso sabato di follia l’artista riesce a superare il trauma e a ritrovare la pace. Il suo è stato un viaggio di sola andata dall’inferno alla liberazione. Un percorso catartico che vuole ricreare in galleria. Così stampa le fotografie dell’incendio e le incolla sul pavimento.

Può sembrare una scelta bizzarra, e invece non lo è. Faé si è lasciata il passato alle spalle, quindi può camminarci sopra. E invita anche noi a farlo. Per ripercorrere insieme il suo e il nostro cammino verso la felicità.

Dunque Merveille de la vie è una mostra che ci insegna che la violenza si può superare. E che per farlo non c’è bisogno di vendicarsi.

Infatti l’esposizione termina con una nicchia, realizzata da Riccarda e da Faé. Al suo interno c’è una fotografia con un Fuck You artistico e sotto un cuscino sporco di colore, dove è adagiata una pistola ricoperta di stucco.

Note

(1) Il progetto è nato nel 2018. Lo stesso anno della nostra collaborazione. La tematica per cui lavoriamo è quella delle donne. Un argomento caro a entrambe. Il nostro duo si intitola Liberté. Femmes magiques. Perché così siamo: donne magiche! (Faé A. Djéraba).

(2) Merveille de la vie è una mostra itinerante. Infatti dopo la prima tappa torinese da Mutabilis Arte migrerà a Parigi nella galleria Mémoire de l’Avenir e infine proseguirà a Siracusa da Tremarchi Villa Marchese. 

(3) Le fonti di questo articolo sono l’intervista a Riccarda Montenero e a Faé A. Djéraba del 15 ottobre 2019 e il testo critico di Maria Erovereti (luglio 2019).

(4) Le fotografie provengono dall’archivio delle artiste, che mi hanno concesso di utilizzarle per questo articolo.