NEMO’S RIVELA LA VERA NATURA DELL’UMANITÀ

10/07/2019 0 By Tecla
NEMO’S RIVELA LA VERA NATURA DELL’UMANITÀ

Dall’11 aprile al 31 luglio 2019 la Square23 Gallery di Torino ospita Umanimali. La mostra personale di NemO’s, lo street artist di fama internazionale.

Benvenuti nel regno della razza umana! (1)

Gli Umanimali di NemO's

Lo street artist NemO’s sceglie Torino come location per Umanimali, la sua personale più completa. L’ambiente raccolto della Square23 Gallery espone 13 dipinti su carta. La maggior parte dei quali fa parte di Who is NemO’s (2016), il suo primo libro illustrato.

Il titolo della mostra è emblematico. Infatti delinea appieno la sua ricerca artistica e antropologica, che ruota intorno all’esistenza biologica e sociale dell’uomo. Umanimali è quindi un modo per ri-definire gli esseri umani. Un gioco di parole che specifica meglio ciò che siamo, ossia animali evoluti.

Dunque i personaggi di NemO’s testimoniano la complessità della natura umana, formata da un lato razionale e da uno istintivo (predominante) che condividiamo con gli animali (2).

Cos'è la bellezza?

Umanimali tocca alcune delle tematiche principali della pittura di NemO’s. Prima fra tutte la questione estetica. Le sue opere mostrano che la bellezza non è un’unità di misura. Ma una concezione totalmente personale che ognuno di noi sviluppa nel corso della proprio vita.

Ad esempio l’artista è contrario all’estetica imposta dalle istituzioni come modello di comportamento. Soprattutto in periodo storico come questo, dove siamo sommersi da corpi irreali. Con uomini e donne che modificano il loro aspetto fisico per avvicinarsi a un’idea malata di bellezza. 

A tutto ciò NemO’s si oppone. Innanzitutto disegna i suoi soggetti nudi (3) per riportare l’essere umano alla sua forma più essenziale e neutra (4). Dopodiché li rappresenta vecchi e brutti. Una convenzione che gli permette di descrivere l’uomo come vittima di se stesso (5).

La dipendenza dalla TV

La tele-dipendenza è uno dei grandi mali moderni. Infatti NemO’s lamenta che ormai la gente non esce più di casa e utilizza la TV come unica finestra sul mondo (6). Tutto quello che passa attraverso lo schermo diventa reale. Perciò l’artista immagina un personaggio che ogni mattina si sveglia e spalanca la sua televisione al posto della finestra.

L'egocentrismo

Un’altra delle questioni di punta del nostro tempo è la passione compulsiva per il selfie. Ecco cosa ne pensa il nostro street artist:

Io ho un’aberrazione per il selfie. È una cosa che non sopporto! Dato che l’evoluzione dell’uomo si manifesta soprattutto attraverso le novità scientifiche e tecnologiche, al giorno d’oggi l’egocentrismo umano è rappresentato molto bene dal selfie (NemO’s).

Infatti quando visitiamo un posto nuovo la prima cosa che facciamo e scattarci un selfie. Ovvero mettiamo davanti a tutto (alla bellezza, alla storia e alla cultura del luogo) noi stessi.

Per ironizzare sul nostro comportamento, NemO’s inventa questo paradosso: un uomo che si trafigge il petto con una lancia a forma di selfie stick. Sul manico dell’arma è attaccato il suo smartphone, pronto a registrare l’instante del trapasso.

La solitudine

I selfie sono diffusi attraverso i social network, piattaforme web che simulano le relazioni umane. Strumenti potentissimi che ci permettono di rimanere in contatto con migliaia di persone. Tuttavia a causa di questo nuovo sistema di comunicazione stiamo perdendo la capacità di interagire nel mondo reale. E di fatto ci sentiamo sempre più soli.

Cactus è il dipinto di NemO’s che affronta il problema della solitudine.  Si tratta di un uomo ricoperto di aculei che gli impediscono ogni contatto fisico. Non può dare né ricevere affetto, perché se abbracciasse qualcuno lo trafiggerebbe. L’opera tocca le corde di un problema esistenziale e psicologico. Infatti questa figura vive all’interno della società, eppure è completamente sola. 

L'amore che diventa possesso

In Love NemO’s coglie l’occasione per fare una dura critica al maschilismo. A prima vista l’opera ritrae una coppia di innamorati che si tiene per mano. Ma osservando meglio il dipinto scopriamo un particolare inquietante. L’uomo non tiene la mano della propria fidanzata, bensì l’estremità di un guinzaglio per cani.

A volte mi capita di osservare le coppiette che passeggiano mano nella mano per le vie del centro cittadino. E spesso assisto a questa scena. Quando lui incontra i suoi amici presenta la fidanzata dicendo: “Lei è la mia ragazza”, come se fosse un cagnolino. Allora ho disegnato un personaggio che porta l’amata a fare una passeggiata. In questo paradosso la mano artificiale del guinzaglio rende romantico il gesto possessivo dell’uomo (NemO’s).

Lo sgombero del Baobab

In mostra c’è anche un’opera che fa riferimento a un fatto di cronaca ben preciso. Si tratta dello sgombero del Baobab a Roma, un centro che accoglieva i richiedenti asilo.

La notizia suscita in NemO’s una profonda tristezza che esprime in questa immagine. Un gigante con la testa a forma di casa che piange uomini. Le sue lacrime sono le persone che si sono riversate in strada dopo lo sfratto (7).

La multi-personalità

Di tutt’altra natura sono invece i dipinti con i gemelli. Il loro scopo è farci riflettere sul rapporto che abbiamo con noi stessi. I twins rappresentano le parti di cui siamo composti. I lati del nostro carattere che tendiamo a far emergere oppure a nascondere.

Dunque i quadri di questa serie riflettono sulla nostra multi-personalità. Rispetto ai soggetti visti finora sono più surreali e introspettivi.

Twins 1 è un personaggio con una testa e due corpi, che cercano di uccidersi a vicenda. Ciò accade quando tentiamo di distruggere una parte di noi che non ci piace. Ma è più facile a dirsi che a farsi! Infatti se un corpo eliminasse l’altro probabilmente anche il primo cesserebbe di esistere.

Il dipinto prende ispirazione da una frase de L’inquilino del terzo piano (1976) di Roman Polański:

Se mi taglio un braccio, posso dire io e il mio braccio? Se mi tagli la testa cosa dirai? Me e la mia testa o me e il mio corpo? Che diritto ha la mia testa di chiamarsi me!

Sempre per spiegare il legame inscindibile tra le parti che convivono in noi, Twins 2 ritrae i due gemelli abbracciati. Qui le due figure sono legate insieme da due nodi inestricabili, formati dai prolungamenti delle loro braccia.

Il dipinto al Teatro Colosseo

Il murale di NemO’s al Teatro Colosseo, terminato poche ore prima dell’inaugurazione di Umanimali, appartiene a quest’ultima tipologia. È un’immagine evocativa della ricerca psicologica e sensoriale dell’artista.

Non a caso il soggetto è ambiguo: una gigantesca testa mozzata, dentro cui è imprigionato un uomo. Il dipinto trasmette un messaggio chiaro, ma senza riferirsi a nessun argomento in particolare. Alcuni di noi possono vederlo come una citazione di un avvenimento storico o di cronaca, altri invece come un fatto personale.

Note

(1) Citazione di Jena Plissken tratta dal film 1997: Fuga da New York (1981).

(2) Il lato razionale è il risultato di un errore evolutivo, perché il nostro cervello ha avuto uno sviluppo troppo veloce rispetto a quello delle altre specie.

(3) NemO’s dice di ispirarsi a uno dei suoi registi preferiti: Stanley Kubrick che nei suoi film riduce l’uomo al noumeno.

(4) I vestiti sono frutto della nostra evoluzione. Per me un uomo è molto più umano nudo che con indosso giacca e cravatta (NemO’s).

(5) Uno dei sintomi dell’errore evolutivo. Leggi la nota numero 2.

(6) Leon Battista Alberti (1404-72) nel De Pittura, il suo Trattato della Pittura del 1435-36, descrive l’opera d’arte come una finestra sul mondo.

(7) Sfratti è la stampa tratta dal dipinto Sgombero in tiratura limitata di 40 copie: 50×70 cm., Sericraft Fine Art Prints, Torino, 2019

(8) La fonte di questo articolo è l’intervista che NemO’s mi ha rilasciato per telefono il 16 aprile 2019.

(9) Le fotografie non mostrano le opere intere, bensì alcuni dettagli per non privarti del piacere di osservarle dal vivo | DEGENEratA ©2019.